Trent'Anni di AM-X : Una storia avvincente tra operatività ed emozioni

am-xPresentiamo il bel volume realizzato dalla redazione della Rivista Aeronautica che celebra i trenta anni di impiego dell'AM-X nelle fila dell'A.M.I. 

Testo di Gabriele Luciani

Era l’autunno del 1990 quando ebbi modo per la prima volta di avvicinarmi ad un AM-X del 51° st. schierato sull’aeroporto di Galatina e di scattare alcune foto allo stesso velivolo con gli portelli aperti della fusoliera, questo grazie anche alla presenza di un sottufficiale impegnato in operazioni di manutenzione e non nella ridicola difesa di qualche ancor più ridicolo segreto di Pulcinella…Quelle mie foto furono pubblicate su un periodico di modellismo statico (si chiamava Nonsolohobby…) e le mandai anche a Gaetano Coassin titolare del mitico negozio di Portograuro, Diorama Models e a Tadeus Bialowas , proprietario della ditta polacca Warrios che realizzò poi il kit in resina , sia in 1/72 che in 1/48 dell’AM-X…Da allora sono passati trenta anni, una vita...il mondo è cambiato in tutti i sensi, ci sono state tantissime vicissitudini anche nel micro cosmo del modellismo statico (allora nessuno avrebbe immaginato che ci sarebbero stati ben due modelli, uno peraltro molto buono, in plastica iniettata ed in scala 1/48 dell’AM-X) ed oggi siamo quasi alla vigilia della radiazione di questo velivolo…

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L’AM-X in questo lungo periodo ha avuto un inizio operativo molto travagliato e controverso che ha riguardato per lo più i primi esemplari consegnati e presto ritirati dal servizio; solo la seconda parte della fornitura ha ricevuto quegli aggiornamenti tecnici che , anche se forse in modo meno appariscente rispetto ad altri aeroplani usati dal 1989 ad oggi dall’A.M.I., hanno consentito all’AM-X di avere un ruolo affatto secondario, in particolare da quando è stato proficuamente impegnato nel corso di vere operazioni belliche.

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Quasi a celebrare il prossimo saluto della A.M.I. a questo suo velivolo, alla fine del 2019 , la redazione della Rivista Aeronautica, organo ufficiale di stampa di questa Forza Armata, ha realizzato un volume dal titolo “Trent’anni di AMX Una storia avvincente tra operatività ed emozioni”, un prodotto editoriale realizzato con il coordinamento editoriale del ten.col. Stefano Cosci (direttore responsabile della Rivista Aeronautica) e del tenente Gabriella Catania (in servizio presso il 51° Stormo), che visto il formato (29 cm per 27) e l’impostazione editoriale incentrata soprattutto su una ininterrotta carrellata di ottime immagini, la maggioranza delle quali a colori, richiama alla mente i migliori books fotografici realizzati professionalmente in occasioni di lieti eventi familiari. Il design e l'impaginazione del volume sono stati curati dall'aviere Manuel Stasi, anche lui in servizio presso il 51 st. Già la copertina lascia presagire la qualità dei contenuti del libro, sensazione che si conferma nella lettura delle sue trecento pagine tutte contenenti foto che spesso si estendono a tutta pagina a libro aperto e sono, in particolare quelle inerenti i periodi più recenti, sempre di alto livello, perfettamente stampate.

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L’impostazione del volume è quindi prettamente iconografica : fin da subito colpiscono ad esempio la foto della cloche dell’AM-X che la riporta quasi a grandezza naturale e quella di poco successiva del pannello del pilota e delle consolles laterali. Il testo è inframezzato alle immagini ed è in molti casi una lettura avvincente quando sono i piloti in prima persona a riferire le loro testimonianze.

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Il volume è comunque diviso in macro sezioni: la prima di sessantadue pagine è una presentazione del velivolo nella sua attualità. Da notare che in questo capitolo si parla anche del nome dato all’AM-X che ufficialmente è stato denominato Ghibli : questo è il risultato di un concorso indetto dall’A.M.I. nel 1998 e che vide vincere la proposta di un famoso modellista romano, Paolo Francois . Si è sempre detto da alcuni anni a questa parte che è stato usato spesso il soprannome di Topone: nel libro c’è la conferma ufficiale che questo nomignolo è realmente utilizzato…Gli AM-X comunque sono stati tutti concentrati nel 51° st che fin dal settembre 1989 con il 103 gr. è stato il primo reparto ad operare con lo stesso velivolo: viene quindi descritta la attuale attività presso il reparto di base ad Istrana La sezione poi prosegue con un riferimento ai compiti assegnati all’AM-X che oltre ad essere un bombardiere tattico è anche un ricognitore, ruolo per il quale il Ghibli è stato usato anche sul territorio nazionale per compiti non militari ma di supporto alla Protezione Civile…Nel libro questo è definito come un dualismo dei compiti ma che come ha già evidenziato da Riccardo Niccoli nella sua prefazione a Coccarde Tricolori 2019 sembra più invece una sindrome che da diversi decenni ha colpito le FF.AA. italiane ovvero la loro presunta necessità di giustificare sempre e comunque la propria esistenza dimostrando di occuparsi anche di attività che istituzionalmente non dovrebbero esser di loro competenza, come i compiti di pubblica sicurezza, protezione civile e da ultimo, soccorso in mare di migranti...Una sindrome che si estende sempre più anche alle intenzioni di introduzione e/o dell'ammodernamento dei vari sistemi d'arma che anche loro per essere giustificati devono essere concepiti per essere sfruttati non solo come mezzi di difesa ma anche per i su citati compiti non istituzionali...Tornando al volume , l’attenzione si sposta sul Gruppo Efficienza Aeromobili del 51° st. , primo reparto di questo tipo ad essere costituito nell’ambito dell’A.M.I. e che dal 1999 segue appunto l’efficienza del Ghibli.

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La seconda sezione si interessa delle origini del velivolo che vanno collocate nella seconda metà degli anni settanta per sostituire oltre ai vari G.91 anche i ricognitori RF-104 G e F.104G e che si doveva affiancare al Tornado negli anni ottanta. Il velivolo nato in Italia fu sviluppato in collaborazione con l’industria aerospaziale brasiliana : all’epoca alcune scelte furono già oggetto di alcune perplessità come ad esempio quella di usare il motore Spey senza post bruciatore. Purtroppo tutte queste incongruenze iniziali hanno nuociuto al successo commerciale dell’AM-X come la prima messa a terra del Ghibli per quattro mesi dal febbraio 1992 e che porto al primo ammodernamento consistente nella modifica ad alcune palette della turbina dello Spey che ciò malgrado anche nel 1996 fu al centro di un ulteriore fermo macchine. Nella monografia questi aspetti vengono tralasciati (anche se nelle appendici ci sono le descrizioni dei quattordici incidenti nei quali sono andati perduti altrettanti AM-X e sei Piloti) e ci si dedica progressivamente all’AM-X biposto, al ruolo del Brasile, al passaggio nelle fila del 311 gruppo del R.S.V., ai vari steps di aggiornamento come l’Adeguamento Capacità Operative e Logistiche (ACOL) e soprattutto l’acquisizione del pod fotografico RecceLit.

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Dalla pag.124 alla pag. 197 c’è quindi la descrizione dei vari gruppi dell’A.M.I. che hanno avuto nel tempo in servizio il Topone : naturalmente oltre alle foto degli esemplari operativi ci sono quelle dei tanti special colors (sembra anzi che l’AM-X sia fra velivoli italiani che ha ricevuto più di tutti gli altri delle colorazioni commemorative); vi sono anche immagini che quando il Ghibli è entrato in servizio non si pensava di vedere mai come quelle che ritraggono gli AM-X in volo con aeromobili di produzione sovietica e dei paesi un tempo del Patto di Varsavia.

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Lo step 4 della monografia è dedicato alle varie esercitazioni internazionali che fin dal 1993 hanno visto impegnati i vari reparti e l’AM-X: e sono state queste le occasioni nelle quali il Ghibli ha potuto dimostrare in modo ottimale tutte le sue prerogative dissipando i dubbi sulle sue capacità tanto che in questi trenta anni quasi non vi sono stati eventi addestrativi alle quali non abbia preso parte il velivolo italo-brasiliano, sia nei climi desertici della Penisola Arabica che quelli polari della Norvegia, o addirittura oltre Oceano. Queste esercitazioni si possono svolgere senza le limitazioni contingenti dei ristretti poligoni nazionali e sono estremamente formativi per il personale.

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L’ultimo capitolo del libro è quello che dà la contezza del valore dell’AM-X in quanto descrive le operazioni belliche alle quali lo stesso Ghibli ha partecipato: dapprima si è trattato di missioni fotografiche nell’ambito di missioni di Peace Keeping ma successivamente ci sono state azioni di bombardamento vere e proprie come quelle sul Kosovo e in Afghanistan dove, anche se in condizioni di superiorità aerea, la pericolosità del teatro è molto alta. In questi frangenti l’efficienza dei velivoli è stata sempre su percentuali elevatissime e i risultati operativi eccellenti, e tutto questo non fa che aumentare il rimpianto per quanto l’AM-X avrebbe potuto essere a livello non solo nazionale. Sembra in effetti che il Ghibli sia stato solo il diretto erede del controverso G.91Y ma in realtà è stato molto molto ma di più…

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In conclusione questo volume è un degno tributo al Topone da parte dell’AMI ed anche se non vi sono delle tavole in scala e dei profili a colori, soprattutto i modellisti, potranno trovare una documentazione di primo ordine, con le foto che va ancora evidenziato sono sempre veramente di ottima qualit. Gabriele Luciani

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