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EF 2000 Typhoon EJ 200 - DA7 M.M. X 603 da Kit Italeri in scala 1/48

Il Reparto Sperimentale Volo ha per anni lavorato con questo velivolo carpendone tutti i segreti del suo inviluppo di volo. Scopriamo come realizzarne il modello dal kit Italeri che riproduce proprio gli esemplari di preserie di cui il DA 7 faceva parte.

Modello, testo e foto di Silvio Pietropaolo

Quando un velivolo entra nella linea di volo di un reparto sperimentale come l'R.S.V. si sa come è quando arriva ma non si sà come sarà quando ne uscirà. Il programma di collaudi e prove prevede che il velivolo spesso subisca modifiche, aggiunte, implementazioni di sistemi ed elaborazione delle modifiche che poi diventeranno standard sulla serie di produzione per i reparti operativi. Cercando in rete le foto per riprodurre questo esemplare ho trovato di tutto avendo una certa difficoltà a reperire più foto riprodiucenti la stessa configurazione. Spesso questi velivoli di preserie hanno portato grossi numeri sulla fusoliera per essere identificati nei vari saloni aeronautici a cui hanno partecipato. Io ho preferito riprodurre il DA 7 senza numeroni sulla fusoliera e con il pod sulla deriva contenente due videocamere. Ma scopriamo come procedere nel montaggio di questo caro vecchio e rassicurante kit Italeri.

Il kit Italeri 2610 riproduce un ibrido tra i prototipi ed un esemplare di serie, ma è comunque molto più simile ai preserie di cui il DA 7 è uno dei rappresentanti. Il kit Italeri non ha grandi dettagli, è piuttosto semplificato nell'abitacolo, riproduce le grigliature tipiche del DA 7, ha buoni carrelli e vani ed ha qualche problema sulla pannellature. I canard sono un pò diversi da quelli degli esemplari di serie. Con qualche modifica è possibile comunque correggere alcune cose e movimentare un pò il modello separando le parti mobili di ali e deriva.

L'F 2000 Italeri non ha molti pezzi e l'abitacolo è piuttosto semplificato per cui realizzerò il mio DA 7 con il canopy chiuso. Per velocizzare la realizzazione di questo modello ho proceduto in modo sicuramente poco ortodosso per alcune parti che a molti modellisti farebbe accapponare la pelle. Non ho verniciato la vasca dell'abitacolo dato il colore della plastica molto simile a quello che avrei dovuto dipingere, ho effettuato un lavaggio con lo smoke tamiya e poi una lumeggiatura a pennello asciutto. Ho preferito dedicare maggiori cure alle parti visibili dell'abitacolo: seggiolino, zona canopy e palpebra cruscotto. Il seggiolino ha subìto il taglio netto del poggiatesta che è stato anche sezionato in verticale al fine di asportare una sezione centrale  di 2 mm. per ridurre la sagoma frontale dello stesso e dare la giusta proporzione tra seduta (più larga) e poggiatesta (più stretto). Dopo di questo dimagrimento il  poggiatesta è stato reincolato sulla seduta e sono stati aggiunti alcuni dettagli e le cinture. La parte pasteriore del poggiatesta ha ricevuto le caratteristiche tre piastre verticali che lo chiudono sul retro.

Dietro al seggiolino ho realizzato la strumentazione presente, pure all'interno del canopy sono stati aggiunti dei cavi ed una telecamerina autocostruita (visibile sopra in arancio) che ha spesso accompagnato questo velivolo.

Anche la parte sopra la palpebra del cruscotto ha avuto aggiunti degli scatolotti e dei cablaggi. L'Head Up Display del kit è stato arrotondato e poi ricoperto dalla stagnola dei cioccolatini dipinta di rosso opaco a simulare il copri HUD sempre presente nei velivoli in parcheggio.

L'EF 2000 nella parte anteriore del canopy ha tre retrovisori e due maniglioni che sono stati autocostruiti con filo elettrico e plasticard.

la specchiatura è stata riprodotta con del nastro adesivo cromato.

A questo punto è possibile mascherare il canopy con il nastro tamiya ed incollarlo sulla fusoliera con la colla Vinavil.

Il punto maggiormente critico del montaggio di questo F 2000 è la zona della presa d'aria dove come si vede è necessario riempire qualche spazio, che si forma durante la costruzione, con dei pezzetti di plasticard da livellare, stuccare e lisciare. Per il resto non sono necessarie molte stccature se non per alcuni punti da modificare. Tra le modifiche ve ne sono un paio che non possono essere evitate. Bisogna forare e sagomare lo scarico dell'Auxiliary Power Unit (APU) alla radice dell'ala dx e poi vanno tagliate via le escrescenze di due radiatori nella zona inferiore poco prima degli scarichi.

Accanto sono stati creati i nuovi sfoghi. Alcuni dettagli vanno migliorati come il rigonfiamento sul portello vano sonda rifornimento in volo e la risagomatura del profilo d'attacco tra radome e fusoliera.

Il rigonfiamento sul portello sonda rifornimento è ricavato da un pezzo di sprue opportunamente sagomato a colpi di limetta.

Una volta terminati tutti i piccoli aggiustamenti, tra cui anche la creazione della serie di fori per gli artifizi ingannatori sotto la cofanatura dell'attuatore che comanda il flap alare ho provveduto a sostituire il pod alare di sx con uno uguale a quello di dx ospitante due videocamere sotto le opportune vetrature. Per la verniciatura ho sperimentato un sistema inedito. Con il nero ho effettuato un preshading ripassando tutte le pannellature ed i recessi. Con il bianco ho dipinto il radome, l'imboccatura della presa daria ed i bordi d'attaco di deriva e piani canard. Dopodichè all'universalmente noto 36375 normalmente usato un pò da tutti per dipingere gli aerei monogrigi italiani (il codice esatto dovrebbe essere il 36280 ma in scala risulterebbe troppo scuro ed è risaputa la tendenza del nostro grigio a schiarire se irraggiato dal sole) io ho preferito il 36373 della Lifecolor che è leggermente meno celeste. Ho dato il 36373 uniformemente sul modello ad esclusione dell'imboccatura delle prese d'aria che ho mascherato per mantenerla bianca.

Passato in mani sottili piuttosto diluite ho potuto controllare quanto coprire il preshading in nero ma sopratutto ho ottento automaticamente la gradazione di grigio chiaro che ricopre il radome ed il bordo d'attacco di deriva e canard.

I serbatoi subalari hanno avuto stondata la punta ed aggiunte le due alette laterali caudali dato che quelli del kit hanno soltanto l'aletta verticale.

Una volta dipinto il modello ho dato due mani di future per preparare la posa delle decals della scatola che ho integato sostituendo le coccarde con quelle rimaste da un kit del Tornado dato il verde troppo chiaro di quelle dal kit dell'F 2000.

il pod con le videocamere sulla deriva è stato risagomato ed inspessito con una sezione di plasticard, poi sono stati praticati i due fori delle videocamere. Gli scarichi sono stati dipinti con 53 (nuovo) Humbroll e White Gold Vallejo poi virati col weathering set F Tamiya. Dopo la posa delle decals ho sigillato le stesse con una nuova mano di future, ho lavato con nero e grigio di payne ad olio mischiati assieme e poi ho dato il trasparente satin della Lifecolor. Per finire ho montato i carrelli, le armi in cofigurazione difesa aerea e fatto le lucine con i clear tamiya.

Avevo già montato il Biposto dell'RSV pilotato dal Comandante Cheli per cui con questo DA 7 ho completato la coppia dei dimostratori dell'RSV.

Insomma, come sempre noi ricordiamo ai nostri lettori, non sempre è necessario svuotare il portafogli per costruirsi un bel modello; io questo l'ho fatto con un kit da 18 €, un pò di filo elettrico, un pò di manualità e tanto sano divertimento modellistico.

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Buon Modellismo Silvio Pietropaolo

 

 

 

 

 


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