V.C.C. 2 O.P. Btg. "Lombardia" C.C. da kit Italeri con conversione WIP 3D Scala 1/35
V.C.C. 2 O.P. Btg. "Lombardia" C.C. da kit Italeri con conversione WIP 3D Scala 1/35
Il V.C.C. 2 è una delle versioni dell'M.113 , sviluppate in Italia con la variante O.P. concepita principalmente per la pubblica sicurezza. Con una apposita conversione della WIP 3D e il kit Italeri dell'M.113, la riproduzione in scala 1/35 di uno di questi mezzi in dotazione all'Arma dei Carabinieri
Modello , testo e foto di Gabriele Luciani (tutti i diritti riservati)
Agli inizi degli anni settanta anche in Italia si era ben consci delle varie limitazioni del veicolo corazzato da truppe l'M113, all’epoca diffusissimo negli eserciti dei paesi del blocco occidentale: prodotto su licenza pure dalla OTO Melara, questo mezzo fu generosamente distribuito alle componenti meccanizzate dell'E.I. a partire dal 1964 ma l'uso dello stesso, perfino in compiti addestrativi , aveva evidenziato diverse problematiche, quali scarsa blindatura anche nei confronti delle armi leggere avversarie,velocità inferiore a quella dei carri armati la cui azione doveva essere supportata dalla fanteria trasportata dagli stessi M 113, l'impossibilità di usare armi dall'interno del mezzo e la sovraesposizione del capo carro all'offesa nemica, capo carro cui era affidata anche la gestione dell'armamento esterno (ovvero la Borwning da 12,7 mm). Nel 1971 un impietoso studio apparso sulla Rivista Militare evidenziò ufficialmente queste pecche avviando così la pianificazione da parte dello Stato Maggiore dell'E.I. della acquisizione di un adeguato sostituto. Al solito , motivazioni di natura prettamente economica impedirono l'adozione di un mezzo effettivamente valido e si ripiegò su una versione italiana dell'aggiornamento statunitense dell'M.113, noto come Product Improved. La variante nazionale, progettata nel 1972 dal generale Camillo Cacciò, denominata Veicolo Corazzato (da) Combattimento 1 e soprannominata quindi "Camillino", si caratterizzava all'esterno principalmente per l'inclinazione della metà superiore delle pareti laterali del compartimento equipaggio. L'aumento di peso veniva compensato da quello della potenza del motore mentre il vano equipaggio era del tutto stravolto rispetto all'M113: malgrado tutte queste modifiche il V.C.C.1 non risolveva pienamente il problema di una valida dotazione di un trasporto truppe per l'E.I. ma ugualmente ne veniva disposta l'adozione di trecento esemplari a partire dal 1978. Un secondo ordine di altri cinquecento Camillini fu però contratto a trecento perché sempre per motivi economici si preferì procedere non alla produzione dei V.C.C. 1 ma a modificare durante le rispettive manutenzioni generali in ditta, esemplari di M113 nella variante V.C.C. 2 . Anche questa versione ebbe un motore diesel (i primi M 113 italiani avevano un propulsore a benzina) , ma i lati del trasporto truppa rimasero inalterati con la sola modifica dell'aggiunta di protezioni in acciaio nelle quali venivano installati visori blindati e feritoie per l'uso di armi individuali dall'interno del mezzo. Pure sul tetto V.C.C. 2 venne spostata a sinistra la postazione del capo carro e venne ricavata una ulteriore botola per il mitragliere con una protezione balistica differente da quella del V.C.C.1 . Oltre 1200 M.113 vennero trasformati in V.C.C. 2 venendo distribuiti dal 1979 a diversi reparti meccanizzati dell'E.I. (compreso l'allora Gruppo Squadroni Meccanizzato "Genova Cavalleria", unica formazione dell'Arma di Cavalleria italiana a montare, dal 1984 al 1993, su questo mezzo) ed anche al Rgt. "San Marco" della M.M. . Il V.C.C. 2 è stato impiegato per anni anche nelle missioni all'estero a partire da quelle in Libano dei primi anni ottanta, venendo infine radiato solo nell'ottobre del 2012. In precedenza, alcuni V.C.C. 2 furono modificati per essere utilizzati al fine di mantenere l'ordine pubblico in contesti urbani : all'esterno questi blindati si caratterizzavano subito per l'assenza del grosso pannello in legno posto sull'anteriore (veniva usato per stabilizzare il mezzo durante i guadi di corsi d'acqua) oltre a diverse modifiche ed installazioni per operare in sicurezza anche in occasione di lanci di bottiglie incendiarie e gas lacrimogeni. Ulteriore aggiunta era la possibilità di montare ed operare una benna meccanica per rimuovere grossi ostacoli. Denominati appunto O.P. vennero consegnati ai Battaglioni dell'Arma dei Carabinieri venendo dipinti nel blu scuro tipico dei mezzi della quarta Forza Armata della Repubblica Italiana .
Sono diversi quindi i motivi che possono rendono interessante una raffigurazione in scala di un V.C.C. 2 OP dei Carabinieri ed in 1/35 la si può realizzare con i prodotti della WIPD3D (https://www.wip3d.it/veicoli/wwii-modern-1-35/ ) stampati in 3d ed in resina . Ribadisco l'avvetenza che quando si lavora con modelli realizzati in materiali particolari come in questo caso, vanno usati sempre un paio di guanti di lattice ed una mascherina sul viso, per la protezione rispettivamente della pelle e delle vie respiratorie; si deve operare in ambienti ben ventilati quando si usano carte abrasive per lisciare le parti ed inoltre vanno seguite scrupolosamente le indicazioni fornite dai produttori di colla ciano acrilica che si dovrà usare nella costruzione di questo tipo di prodotti . La ditta modenese offre due differenti possibilità per realizzare un modello del V.C.C. 2 OP : si può usare un "cannibal" kit cui vanno aggiunti i cingoli, maglie e ruote , presi da un M 113 in plastica oppure partire da un suo kit in resina completo , opzione questa certo più comoda. In entrambi i casi , prima di assemblare le parti in resina, vanno eliminati dalle superfici esterne dei pezzi dei micro-rilievi della stampa 3d: c'è da dire comunque che ad ogni nuovo modello la WIP3D migliora la qualita dei materiali impiegati e la stampa dei pezzi ed anche in questo caso ho usato carte abrasive di grana sottile, più che altro per essere sicuro al 100 % di non rivedere poi questi micro-rilievi al primo passaggio di vernice
La costruzione non è in effetti molto impegnativa , i pezzi in 3d si amalgano bene con quelli del kit Italeri anche se qualche miglioria e correzione si può sempre fare, aiutandosi con le foto dei V.C.C. 2 O.P. reperibili on line su diversi siti. Si possono aggiungere ad esempio le riproduzioni dei vari gancetti presenti all'esterno del tetto del mezzo mentre un particolare attenzione va posta nell'unione della benna anteriore e dei suoi meccanismi allo scafo; è necessario poi procurarsi un filo sottile di catenella , la si può trovare ad esempio su Temu, da inserire fra scafo e benna .
Passando alla colorazione, realizzata per lo più ad aerografo, ritengo opportuno dare una mano di grigio chiaro a smalto come base d'appoggio per le successive vernici e dare in vari punti dello scafo del nero opaco per la pre-ombreggiatua. Per riprodurre la tipica vernice blu scuro lucido dei mezzi dell'Arma dei Carabinieri e che caratterizza anche questi V.C.C. 2 con gli alamari ho usato lo smalto Humbrol n. 15, un colore che pur essendo lucido, non ha tirato fuori la famigerata "buccia d'arancia" tipica appunto delle vernici "gloss" .
La WIPD 3 D in questo caso offre un corposo foglio decals per diversi esemplari di V.C.C. 2 ed anche per un esemplare in versione O.P. dei Carabinieri, appartenuto al Btg. "Lombardia" con le scritte sui fianchi, targa e stanag ; le decals sono di nuona fattura ed hanno una buona adesività .
Questi V.C.C. 2 O.P. non sono certo delle "Gazzelle" tirate a lucido per i ruoli d'istituto e quindi un pò di usura della colorazione esterna in effetti c'è . Senza comunque esagerare, è opportuno passare il colore blu con aggiunta di bianco su alcune parti più esposte del mezzo come ad esempio le zone centrali delle botole dell'equipaggio e con maggiore decisione sul vomere della benna; su questa ho poi passato i pigmenti del set di invecchiamento n. 1 della Tamiya ,posti anche sulle ruote e le maglie dei cingoli (da notare che la "famiglia" degli M.113 ha sempre un colore molto chiaro delle maglie dei cingoli che appaiono in un giallo grema grigiastro . Qualche velatura di grigio chiaro sulle parti più basse dello scafo può completare l'opera di riproduziuone di sporco ed usura operativa del mezzo . Infine I quattro blindo vetri del vano equipaggio si possono riprourre con il liquido Kristal Klear della Microscale mentre gli altri visori del pilota, capo equipaggio e mitragliere vanno in nero lucido
Gabriele Luciani
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