TAUROMODEL –FOGLIO DECALS
ART. 72 – 551 Aeronautica Cobelligerante Italiana set. 2
Si ringrazia la Tauromodel per il foglio decals fornito in recensione

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Fra i fogli decals della Tauromodel (i cui siti sono www.prontomodel.com  oppure www.tauromodel.it, e-mail info@prontomodel.com ) usciti a fine estate 2009 si annoverano due nuovi prodotti, rispettivamente per la scala 1/72 e per la 1/48 per velivoli della Regia Aeronautica cobelligerante. Molti dei soggetti presenti nel foglio per la scala più grande sono riproposti in quello per la 1/72, contraddistinto dal numero di catalogo 72/551.   Nella gamma Tauromodel c’erano già alcuni set dedicati ai velivoli della Regia Aeronautica Cobelligerante nei tre rapporti (1/72,1/48,1/32),  in particolare nella scala 1/72 c’erano i numeri 72/550 e 72/552 rispettivamente  relativi alle insegne di nazionalità di diversi velivoli (Spitfire, P.39, CRDA Cant. Z 1007, Fi.156, i vari Macchi) e agli stemmi e codici degli stessi con in più le insegne di nazionalità e di reparto per CRDA Cant. Z.501 e per l’S.79.  L’uscita dei kits in scala  1/72 della Special Hobby del Martin A 30, della Italeri del FIAT CR.42  ha spinto la ditta piemontese ad offrire un nuovo foglio nella stessa scala inerente altri velivoli cobelligeranti, oltre ai due appena citati, come i Re2001 e 2002, l’SM.73, il Ca.314 e il Ro.37 Bis ed altri Macchi C.202 e C.205. Anche la documentazione su cui il foglio si è basata è quella di più recente pubblicazione, come quella edita ad esempio da parte della Bancarella Aeronautica nella sua linea di monografie della serie Ali d’Italia. Anche nelle nuove decals si nota la quasi totale assenza del film di sostegno in tutte le coccarde italiane: queste in particolare presentano colori   saturi e che appaiono veramente coprenti; inoltre neanche uno dei dischi verdi interni è fuori posizione centrale mentre gli altri soggetti hanno un ristretto film di sostegno che è poco definire trasparente…A corredo delle decals ci sono delle chiare istruzioni con profili a colori : questi sono però indicativi, non rispettando al 100% i Federal Standard cui però le stesse istruzioni fanno riferimento indicano i colori utilizzati dai velivoli italiani dell’epoca ma servono a dare una idea di quelli effettivamente utilizzati nella realtà. Il set è diviso in cinque parti con il primo dedicato ai due velivoli Reggiane. In particolare si tratta:

  1. Re.2001 CN   “bianco 1” della 356° sq. del 21° gr.ct. a Lecce dicembre 43: è uno dei 2001 riverniciati con uno schema mimetico ispirato a quelli dei Macchi, ovvero un fondo nocciola chiaro 4 con macchie filiformi in verde oliva scuro 2 e soggetto del profilo n.34 della monografia n. 6 della serie Ali e Colori edita dalla Bancarella Aeronautica; a differenza del profilo in questione la Tauro indica forse più correttamente che il colore dell’ogiva dell’elica di questo velivolo era in un colore uniforme, ovvero l’azzurro; per il resto le decals seguono pedissequamente  il profilo della Bancarella;
  2. Re.2001 “bianco 3” del 21° gr.ct. MM.9926 (probabile), Brindisi ottobre 1943:   è lo stesso Reggiane oggetto di un profilo presente sia sulla monografia n. 6 della serie Ali e Colori che su Aeronautica Italiana Caccia &Assalto 1943-1945 Parte  III della serie Colori & Insegne edita sempre dalla Bancarella Aeronautica; mentre il profilo fa riferimento ad un velivolo contrassegnato dal numero “bianco 5” e dal colore uniforme nero opaco, la Tauromodel lo indica come colorato in verde oliva scuro 2 sulle superfici superiori e in nero opaco sotto le ali, con il numero “bianco3”, presente non solo sulla fusoliera ma anche sul copri ruota del carrello . Dall’esame dei chiaro scuri della foto del velivolo, più volte vista in diverse pubblicazioni, in effetti il colore delle superfici superiori di questo aereo è troppo chiaro rispetto ad esempio alla obliterazione della croce di Savoia in precedenza presente sulla parte mobile del timone verticale…Da evidenziare poi che la Tauro indica comunque  come colorate in nero le superfici inferiori…
  3. Re.2002 della 239 sq: è il solo velivolo di questo tipo con le insegne cobelligeranti di cui si hanno  delle foto; esaminandole bene (sia quella apparsa a pag. 87 della monografia Dal Re 2002 al Re 2005 di Sergio Govi Ed. Apostolo 1984 e relativa alla fiancata sinistra ma  ancor di più quella  pubblicata a pag. 10  di Aeronautica Italiana Caccia &Assalto 1943-1945 Parte  III della serie Colori & Insegne e relativa alla parte destra del medesimo velivolo) si nota che oltre alla numerazione di squadriglia in fusoliera c’era anche un numero 5 di colore rosso fra coccarda e piani di coda, particolare che è sfuggito alla Tauromodel  ed ad Angelo Brioschi nel suo profilo sulla monografia n. 6 della serie Ali e Colori ma non in quello di Aeronautica Italiana Caccia &Assalto 1943-1945 Parte  III della serie Colori & Insegne; rispetto a questo profilo poi le coccarde in fusoliera sono riprodotte correttamente mentre quelle previste per riprodurre quelle sulle ali mi sembrano un po’ piccole e non credo comunque avessero tutte e sei le stesse dimensioni…

Per i Reggiane ci sono infine 12 coccarde quindi sufficienti per finire due modelli  ovvero i kits usciti nei primissimi anni 70 con il marchio Italeri ( il Re.2001 fu il secondo stampo prodotto dalla ditta bolognese…) poi ripresi nel 1972 dalla Supermodel, bene o male gli unici ancora presenti sul mercato…

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Il secondo settore è dedicato al trimotore da trasporto SM.73, versione civile dell’SM.81: quattro SM.73 finirono infatti al sud e tre di loro vennero lungamente utilizzati dalla R.A. Cobelligerante; di uno, l’ MM 60358 ex I-VEIO, ridipinto in verde oliva scuro 2 e con il codice 2-5 del 103à sq. del 2° gr. tr.  è stata pubblicata una foto su Coccarde Tricolori, configurazione riproposta dal foglio Tauromodel che dà le sei coccarde di nazionalità ed i codici in fusoliera; per riprodurlo si può partire dal kit Italeri dell’S.81.
Terzo settore del foglio è dedicato al bimotore americano Martin A 30, ovvero al modello della Special Hobby che ha il difetto proprio di avere alcune delle decals per l’esemplare italiano sbagliate (per dovere di cronaca andrebbe citato anche il vetusto kit del Baltimore prodotto dalla Frog nei primi anni 70 e poi per molto tempo divenuto oggetto di spasmodiche ricerche dopo il fallimento avvenuto nel 1978 della ditta inglese; lo stampo di questo ed altri kits furono poi riproposti dalla russa Novo ma fino al 1989 era una impresa ardua ottenerne uno da qualche modellista di oltre cortina…)  . La Tauromodel propone le coccarde di nazionalità italiane complete per un esemplare di  Baltimore  mentre le altre insegne sono relative a tre esemplari indicati tutti con lo schema Temperate Land (i profili seguono lo schema indicato dal notiziario CMPR 2/96) ovvero:

  1. A 30 MK IV codice FA 420 del 28° gr. 1° St. “Baltimore” : è il velivolo caratterizzato dalla firma della M.O.V.M. Maggiore Emanuele Buscaglia portata sul muso destro del velivolo e di colore bianco, posta direttamente sulla mimetica del velivolo la cui foto è visibile a pag. 23 della monografia n. 3 della serie Ali Straniere in Italia edita dalla Bancarella di Torino;  sarei portato a ritenere però che il velivolo avesse lo schema desertico in quanto i colori della sua mimetica mi sembrano più chiari di quelli degli altri analoghi velivoli…
  2. A 30 MK V codice FW 821 del 132° gr.  1° St. “Baltimore”: si tratta del Baltimore più noto per via delle diverse immagini dello stesso pubblicate in diversi libri ma anche per la sua araldica avendo sulla parte sinistra del muso una insegna personale del pilota, l’allora Ten. Roberto Crespi, (un fiore bianco) e le icone delle missioni effettuate (bombe di diverso colore a significare l’esito della stessa missione); tale insegna ebbe nel tempo due versioni e le foto evidenziano tre diverse sommatori di missioni: la Tauro propone quindi queste tre versioni, oltre ai  codici che il velivolo portava sulla parte mobile della deriva verticale e l’ulteriore insegna personale (“Stellina” ) sulla parte fissa del timone verticale, il tutto riprodotto sulla diretta testimonianza del pilota di questo velivolo, il gen. Roberto Crespi ed in modo molto più corretto di quanto invece fatto dalla Special Hobby;
  3. A 30 MK V codice FW 598 del 132° gr.  1° St. “Baltimore”: è il bimotore più “anonimo” dei tre non avendo alcuna insegna personale ma solo la numerazione sulla parte fissa del timone verticale analoga al precedente Baltimore; la foto dello stesso appare sul notiziario n. 2/96 del C.M.P.R.

Il quarto settore del foglio è per tre differenti velivoli offrendo le coccarde di nazionalità per un bimotore Ca.314 ed un biplano FIAT CR. 42 (entrambi riproducibili con kits Italeri) : il primo è l’esemplare bianco 6 della Squadriglia Autonoma Unità Aerea (la foto dello stesso, molto nota, è stata pubblicata su Coccarde Tricolori) mentre per il secondo non sono forniti numeri di reparto; altro velivolo di questo settore è il biplano da ricognizione I.M.A.M. Ro 37 bis ridipinto anche lui in verde oliva e con il soprannome “Cocco Bello” sulla cappotta motore che le decals Tauro riproducono molto bene.

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L’ ultimo settore chiude il foglio con tre velivoli della Aer.Macchi ovvero due Folgore ed un Veltro. Questi sono:

  1. C.202 bianco 1 della 208 sq. del 101 gr. del 5° st.: era il velivolo personale del Ca. Giorgio Gasperoni, caratterizzato da un mimetica che sui tre quarti anteriori è quella classica Macchi ad amebe verde oliva scuro 2 su nocciola chiaro 4 mentre dietro è molto più “sofferta” segno di un rifacimento campale e con un separazione dal grigio azzurro vicino ai piani di coda tipica dei C.202 di costruzione Breda; c’è anche la insegna di c.te di squadriglia poco avanti e sotto l’abitacolo, i numeri 208-1 dipinti un po’ rozzamente in corsivo bianco sulla parte fissa del timone verticale e principalmente una insegna personale sulla parte sinistra del muso (non molto frequente in genere sui velivoli italiani e più in particolare sui Macchi cobelligeranti) ; lo stesso velivolo è oggetto di un profilo apparso a pag. 74 della monografia Aeronautica Italiana Caccia &Assalto 1943-1945 Parte  III della serie Colori & Insegne edita dalla Bancarella Aeronautica e di due foto apparse su Coccarde Tricolori di Gregory Alegy e Baldassarre Canalanotto Ed. Tecna , Roma; tutte le insegne di questo velivolo sono ben riprodotte dalla Tauro;

b) C.202. del 101 gr. del 5° st. : è un esemplare post bellico completamente in alluminio con pannello antiriflesso in nero con ogiva con due colori bianco avanti e rosso dietro; è oggetto del profilo n. 26 del n. 5 di Ali e Colori (sempre della Bancarella Aeronautica) ma non credo sia il famoso “Biancone” ovvero il C.202 rimotorizzato con un DB.601E in quanto questo ultimo era sì sempre  in un completo alluminio ma non aveva alcun pannello antiriflesso, apparteneva all’8° gr. di cui aveva l’insegna sul piano fisso del timone verticale ben visibile sulle foto e sembra avesse un cofano motore più lungo rispetto agli altri Folgore con l’usuale DB 601 A;
 c) C. 205 serie 1 del 155° gr.: è il velivolo personale del Ten.Col. Duilo Fanali c.te del gruppo; le foto del medesimo aereo sono apparse per la prima volta sul notiziario CMPR N. 2/91 ; discreta la riproduzione dell’insegna personale (ovvero l’insegna della 65° sq.. presente su entrambi i lati del musetto), molto meglio quelle dei codici di reparto.
Per tutti e tre i su descritti Macchi c’è poi una dotazione completa di insegne di nazionalità e delle scritte di servizio , tutte invero ben riprodotte; 
In conclusione anche questo un buon prodotto che farà certo felici i molti appassionati italianofili che sembrano essere molti anche all’estero, specie in U.S.A.!


Gabriele Luciani