Abbiamo montato:

Modello, Testo e Foto di Silvio Pietropaolo
Quando l’amico Gabriele Luciani., una sera invernale portò nel mio studio di Lecce il catalogo Italeri 2006, rimasi colpito dal fatto che alcune scatole gloriose di questa storica ditta venivano pubblicizzate in riedizione “Limited edition”. Tra queste vidi un kit a me familiare e che avevo nel mio deposito di scatole in attesa, l’YF 12 “The Thing” LA COSA. Lasciando Lecce quella sera per tornare a casa, in testa un pensiero fisso mi diceva continuamente, devi andar a curiosare in quel kit.

Arrivato a casa vado subito a tirar fuori il vecchio kit e comincio a guardarlo. In poco tempo decido che forse è arrivato il momento di tentare di realizzare il mio primo aereo “natural metal” per vedere cosa riesco a combinare. Accantono per un po’ l’ormai interminabile Tornado e mi metto al lavoro.

Il kit Italeri, pur se non recentissimo, viene ancor oggi indicato dagli appassionati di questi velivoli come uno dei migliori in circolazione. In effetti da un raffronto diretto con l’SR 71 Hasegawa, da me montato circa 20 anni fa, il modello dell’Italeri è più proporzionato e riproduce tutti quei piccoli cambiamenti dell’andamento e dell’incidenza del bordo alare assolutamente tipici di questo velivolo.

Il fascino che la famiglia dei Blackbird ha sempre sollevato in ogni cultore di cose aeronautiche ed in particolare in quel glorioso periodo della storia dell’aviazione tra gli anni 50 e 60 che comincia con il superamento del muro del suono ad opera del Bell X 1 e culmina con la sperimentazione del bombardiere XB 70 Walkirye, forse il più complicato aeroplano mai realizzato, questo fascino, dicevo, non mi ha lasciato indifferente. Nella famiglia dei Blackbird, l’YF 12 era il prototipo della versione da caccia e poi divenne il banco prova per la versione M 12 e per i tests col Drone Good Year GTD 21. Il caccia YF 12 non fu poi prodotto in serie per l’utilizzo operativo, mentre soltanto l’SR 71 Blackbird vide la produzione in serie in una quarantina di esemplari operativi ed un paio da conversione operativa.

Il kit Italeri dell’YF 12 ha un numero piuttosto ridotto di parti, data la particolare architettura del velivolo, ma subito noto due cose: 1) le pannellature sono in rilievo, 2) la sezione anteriore della fusoliera sia superiore che inferiore sono separate dalla regione alare e prodiera del velivolo. Combacerà tutto a posto?. Partendo dal presupposto che io sto montando il modello per distrarmi dal montaggio di un altro modello più impegnativo, decido subito di limitare il lavoro al minimo e monto l’abitacolo come da scatola. Alla fine con i tettucci abbassati non si vedrà praticamente niente.

decido invece di reincidere le pannellature e di sezionare, con un colpo di dremel e disco da taglio dentato in acciaio armonico, la parte mobile dei timoni verticali – derive in modo da poter riprodurre i timoni in posizione virata ed apprezzare il particolare movimento di queste importanti appendici aerodinamiche.

Sucessivamente presto particolare attenzione al montaggio tra la sezione anteriore della fusoliera e quella posteriore in modo da creare meno fessura e scalino possibile sulla parte superiore, per poi limitare la stuccatura alla sola zona ventrale, dove un pochino di lavoro va fatto subito avanti al vano carrello.

Un poco di attenzione ulteriore è richiesta nell’assemblaggio delle due valve alari in corrispondenza del bordo d’attacco anteriore delle prese d’aria dei due grossi reattori. Se in questa fase si evitano scalini o fessure il lavoro di raffinatura è molto più semplificato. Come già detto il ho optato per la reincisione delle pannellature, ma il dettaglio del kit, pur se in rilievo, è fondamentalmente corretto e fine. A questo punto, mascherati i tettucci con il maskoll, sono passato alla verniciatura. Ho cominciato direttamente col preshading ripassando col nero le panellature, le griglie, gli scarichi, i coni convogliatori di flusso ed il muso.

Poi ho passato sempre col nero tutta la zona perimetrale superiore ed inferiore senza coprire in modo completo. Successivamente col nero schiarito ho schiarito l’interno dei pannelli e striato il muso e quindi con inchiostro blu ho striato tutto il perimetro.

A questo punto ho cominciato a mascherare per poter effettuare la verniciatura del metallico di base fatto con il flat alluminium Tamiya

E quindi alcuni pannelli sono stati ulteriormente ripassati con il Titanium, con il chrome silver e con miscugli di titanium e gun metal. In tutti questi passaggi si è sempre fatto in modo di non coprire uniformemente le ombreggiature.


Una volta dato il trasparente lucido acrilico Aircraft color ho posato le decals che, data l’età della scatola, risultavano piuttosto fragili e molto sensibili ai liquidi microscale.

Nel mentre da un lato il modello stava riposando in modo da far asciugare decals e finitura di sigillatura sempre trasparente, ne ho approfittato per dipingere e finire i missili Hughes AIM 47 A (in bianco con strisce nere ed una rossa) ed i carrelli nel caratteristico colore gun metal con finiture in argento, ruggine, oro chiaro e con i pneumatici del carrello centrale nel caratteristico colore grigio chiaro (o volendo anche alluminio opaco). Nel carrello anteriore è stata scavata con una fresa la parabola del faro di atterraggio, dipinta la parabola in argento e ricostruita la lente con una goccia di vinavil mentre in quello centrale con del filo in acciaio piuttosto sottile sono stati riprodotti i tubicini dell’impianto frenante ben visibili sul compasso antitorsione (notare nelle foto sotto la colorazione del cerchione)






Una volta montati i carrelli e i relativi portelli, ho installato i missili AIM 47 A nel vano ventrale ed i relativi portelli, dopodichè ho installato la pinna ventrale, tipica di questo velivolo, in posizione ripiegata ed infine le due derive in posizione leggermente virata. Infine il tutto è stato rifinito con una mano leggera di trasparente satin aircraft color con il risultato che tutti potete vedere. Il modello è stato premiato con l'argento categoria aerei scala 1/72 alla mostra di modellismo annuale "Modellistika" di Manfredonia edizione 2007.
Spero vi piaccia





Buon ModellismoSalento da Lecce - Silvio Pietropaolo