LMV Lince scala 1/35 kit Italeri n° 6504

Dopo la nostra presentazione del kit Italeri del Lince, Vito Polieri ci mostra il suo Lince montato da scatola con qualche dettaglio aggiunto in autocostruzione.

Modello, testo e foto di Vito Polieri

Nelle piazze virtuali e non frequentate da noi modellisti avevo sentito in più occasioni parlare dell’imminente uscita di un nuovo Kit Italeri del LMV Lince in scala 1/35 con il risultato di veder crescere una piacevole curiosità per questo modello. Circa gli aspetti storici e tecnici del veicolo militare di produzione italiana fra i meglio riusciti e anche tra i più noti non solo agli addetti ai lavori rimando alle preziose e dettagliate presentazioni contenute negli articoli di questo sito IVECO LINCE - Operazione Leonte - Libano -2007 da kit MMK in scala 1/35 (art. 3025) e Abbiamo rotto la scatola dell'LMV Lince scala 1/35 kit Italeri n° 6504 a cura rispettivamente di Alessandro Buiatti e Silvio Pietropaolo ben più autorevoli firme della mia. Anzi, direi proprio che a loro va ascritta la “colpa” – o meglio forse il merito – di avermi fatto apprezzare “on line” il kit in questione tanto da determinarmi al pronto acquisto e all’immediata realizzazione.

Non avevo al momento una idea precisa di come realizzare il diorama finale che lo avrebbe contenuto, ma ero sicuro di due cose : la versione delle quattro disponibili doveva essere quella E.I. – ISAF del 2010 e avrebbe dovuto essere quanto più dettagliato possibile rispetto al veicolo in reale ambientazione operativa.

Già l’apertura della scatola regala una piacevole sensazione di soddisfazione nello scavare tra le tante stampate e i circa 250 pezzi, oltre alle pregevoli fotoincisioni e al foglio decals (le quattro versioni proposte non espongono che pochi ed essenziali identificativi ), alla retina in plastica per l’interno portiere ed al filo nero per il verricello, alle gomme in vinile nero. Seguendo le ben chiare istruzioni l’assemblaggio scorre liscio e senza dubbio alcuno, aiutati anche dagli ingrandimenti di dettaglio che i disegni riportano in diversi passaggi. Finitura dei pezzi e incastri ah hoc, dettagli precisi anche i più minuti.

Io in generale cerco di verniciare quanti più pezzi possibile (specialmente i più piccoli) prima di staccarli dallo sprue e dopo procedo ad assemblarli, con gli opportuni ritocchi. Ho iniziato quindi realizzando l’autotelaio con i relativi organi meccanici all’interno dello scudo della corazza inferiore, sufficientemente ben dettagliati ma poi sfortunatamente quasi completamente non più visibili a fine assemblaggio. Successivamente ho assemblato il sovrastante abitacolo completo di cruscotto ( applicando già le decals per il pannello strumenti frontale e sul laterale destro), poi i sedili, cui avevo applicato a parte le relative fotoincisioni delle cinture che ben si verniciano, ritagliano e adattano al posizionamento, ed infine la gabbia dei tubolari del roll-ball. Tutto questo a lavoro (che potrebbe essere anche ulteriormente dettagliato a seconda delle versioni e del tipo di impiego operativo del mezzo ) a conclusione sarà poco visibile, e ancor meno lo sarà se si decide di lasciare le portiere chiuse, motivo per il quale sto pensando ad una scena di diorama dove si possano lasciare aperte.

Ho pensato di autocostruire con del plasticard solo un quadro di spinotti per cavi che in alcune foto ho visto posizionato sul tubo posto dietro il sedile di guida, più facilmente visibile se si lascia aperta la porta posteriore sinistra. Per la verniciatura ho utilizzato sia colori acrilici Tamyia dati prevalentemente a pennello per i dettagli più minuti sia gli spettacolari e superlativi Kcolors dati con aerografo per le superfici più ampie e piane.

A questo proposito uno doveroso ringraziamento per la KColoros che ho saputo - sfortunatamente solo a lavoro oramai ultimato - ha realizzato la serie dei colori specifici delle mimetiche del lince, come al solito assolutamente sempre fedeli, che mi riprometto di utilizzare su una prossima realizzazione, magari inserendo un altro veicolo nel diorama “ in gestazione”. Ho rispettato in gran parte le indicazioni fornite da Italeri circa la colorazione, anche se alcuni distinguo vanno fatti. Dalle foto raccolte on line infatti il tunnel centrale risulta di color nero opaco con le evidenti teste bulloni cromo/alluminio, la base supporto dei sedili posteriori è di kaki/verde ( l’ho scoperto tardi, ma un giorno la sistemerò ).

Per il piacere di farlo anche sapendo che poi restava nascosto ho dettagliato meglio il lungo tubo di scarico con un po’ di usura rossastra e il complesso motore-trasmissione-cambio/differenziale con alluminio sporcato a marrone a olio. Sui sedili ho dato delle picchiettature con un pennello a setole più rigide usando una scurita tonalità del medesimo verde per simularne la sporcatura d’uso.

Fatte anche le 4 ruote le ho lasciate a parte evitando sia di fissarle già ai mozzi come indicato dalle istruzioni (sono collate non ruotano) sia di fissare già il sottoscocca all’abitacolo completo per poter più comodamente gestire il montaggio nel proseguo. Ho provato a sporcare le ruote con della semplice polvere per invecchiamento ( mischiato giallo sabbia a pizzico di marrone terra ) come prologo dell’effetto finale per un mezzo impolverato e ritengo che il risultato sia – senza presunzione – secondo me soddisfacente. La polvere data a pennello morbido ha attaccato subito e bene, una soffiata per l’eccesso e via.

Successivamente mi sono dedicato al guscio esterno, ai due pezzi per meglio dire, assemblando prima i pezzi previsti ( paraurti anteriore, base girevole della ralla facendo attenzione all’incollaggio che lasciasse libero il movimento, ecc. ) e poi tracciando i contorni delle zone della mimetica segnandoli con i pennarelli a colore, appoggiandovi anche secco le portiere che erano state realizzate prima, ancora prive del vetro. Il verricello ( che si completa con il filo in dotazione passato prima con l’alluminio e un leggero dry brush di dark iron per evidenziare i giri del cavo d’acciaio ), la griglia parafari con barra di traino, la presa d’aria a periscopio, tubo di scarico verticale posteriore con le sue 3 griglie e il cestello porta taniche ( viene indicato marrone ma ho appurato che in realtà è nero ) sono stati realizzati a parte, verniciati come indicato e posizionati sul mezzo – con anche le 4 ruote - solo dopo aver completato la mimetica e aver unito la base autotelaio all’abitacolo e al guscio esterno.

Per la realizzazione della mimetica avevo inizialmente dato la base del verde realizzando a seguire, sempre ad aerografo, le macchie marroni e nere in questa sequenza. Ma non avendo ancora grande familiarità con la tecnica, complice anche uno strumento “commerciale” che spero a natale di sostituire, la sfumatura di confine delle macchie della mimetica mi lasciava del tutto insoddisfatto in quanto evidentemente sproporzionata alla scala. Ho posto rimedio operando a pennello lungo le “fasce di confine". Cosa fattibile soltanto con i colori Kcolors senza che restino tracce di pennello. L’effetto finale è decisamente migliorato.

Attenzione che la costola di collegamento tra abitacolo e cassone posteriore posta sul tetto dalle istruzioni sembrerebbe seguire la colorazione della mimetica ma in realtà ho appurato che è nera.

Un altro dettaglio auto costruito sono state le barre di scorrimento della serratura blindata delle portiere. Ho utilizzando un filo di rame preso da cavo elettrico, verniciato di alluminio e un pezzo di plasticard a sezione quadrata colorato di nero opaco. Ad onor del vero il trasparente del vetro in dotazione al kit riporta nell’angolo dovuto una stampa della serratura di bloccaggio alto della portiera, ma anche dopo averla fatta nera ( con quattro puntini alluminio per teste bulloni ) la resa ottica non era per nulla realistica. Lascio a voi giudicare la riuscita dell’affinamento.

Ultimi passaggi prima di posizionare le decals sono l’incollaggio delle antenne esterne anteriori (in verde più scuro con la base nera o iron a seconda dei casi ), dei tergicristalli, della barra subito sopra il loro attacco e soprattutto del rostro tagliacavi anteriore, montato quasi sempre in zona d'operazioni, tutto in nero.

Sarebbe meglio che la decal rossa di avviso distanza di sicurezza non fosse posizionata come indicato dalle istrizioni, ma la si dovrebbe fissare su un qualsivoglia sottile foglio di plastica a supporto in modo da esporlo, come per il reale cartello, con del filo appeso al mezzo dai quattro angoli. Anche questo sarà per me un intervento da effettuare quanto prima. Una passata leggera di opaco per fissare e preservare le decals ed il colore dovrebbe chiudere le operazioni, in attesa che si definisca il progetto del diorama che dovrà contenerlo. Utilizzando sempre la stessa mistura di polvere posata sulle ruote ho accennato la sporcatura sul parabrezza anteriore (dopo aver sagomato con del nastro tamia la forma della spazzata dei 3 tergicristalli) e su parte del mezzo per avere un’idea dell’effetto finale e per stabilire anche di quanto approfondire. Penso che, pur avendo visto veicoli operativi interamente e uniformemente ricoperti di quella finissima sabbia mediorientale, mi limiterò a leggere passate tali da mostrare comunque la “pelliccia maculata del felino nazionale”.

Auguro a tutti buon modellismo…. salento.

  

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