Der Rückzug Tunisia 1943

Der Rückzug”- “La Ritirata” - Tunisia 1943, Così Raimondo ha voluto intitolare il suo primo diorama con carro in scala 1/35. vediamo in dettaglio nell'articolo di seguito.

Diorama, testo e foto di Raimondo Pietropaolo

 

Questo mio primo diorama, in scala 1/35, è ambientato in Tunisia nel 1943, durante le operazioni che seguirono alla battaglia tra il DAK (Deutsches Afrika Korps) e le forze congiunte Anglo-Americane per il controllo del Passo Kasserine. La sconfitta subita dal Feldmaresciallo Erwin Rommel lo costringerà poi a ritirarsi (da qui il titolo del diorama) con le sue truppe in Sicilia, per poter contenere l’inesorabile avanzata Alleata.

Per realizzare la base del diorama sono partito da una tavola di legno rettangolare. Dopo averla ricoperta di DAS interamente, ho impresso le impronte dei cingoli sul terreno per simulare il passaggio di un Panzer IV, insieme ad alcune tracce di scarponi e ho picchiettato il tutto con una spazzola metallica per dargli un effetto ruvido tipico del terreno desertico e della sabbia. Dopodichè ho proceduto con la verniciatura.

I primi due strati sono stati dati ad aerografo: per primo ho passato un marrone mattone scuro (per questa fase ho usato solo smalti humbrol) seguito da una copertura non uniforme di un marrone medio (Tan), anch’esso smalto sintetico. Poi ho continuato con 3 passaggi a pennello asciutto di varie tonalità di sabbia, sempre più chiare, stavolta ho usato acrilici lifecolor.

Il carro è tratto da un vecchio kit Italeri scala 1/35 di un Panzer kampf wagen IV Ausf. F2, terminato con le livree della 10ma Divisione Panzer dell’ Afrika Korps tedesco. Il kit Italeri permetteva di fare 3 versioni: Ausf. F1 (a canna corta), Ausf. F2 (a canna lunga, parafiamma a bolla), Ausf. G (a canna lunga, parafiamma rettangolare). All’inizio avevo montato il carro nella variante a canna corta, ma poi in corso d’opera mi è sembrato che il cannone così corto non rendesse giustizia a un carro abbastanza grande (infatti io sono abituato a fare mezzi in 1/72 quindi le nuove dimensioni che ho dovuto gestire mi hanno lasciato meravigliato e soddisfatto), così ho cambiato versione montando gli altri pezzi e ciò mi ha portato a dover fare qualche ricerca per assicurarmi che questa versione è stata usata anche in Nord Africa.

Il kit in generale si molta molto bene, è facile, ed è discretamente dettagliato nelle zone esterne, anche se completamente carente di dettagli interni. Per quanto riguarda le decalcomanie ad acqua riproducevano solo esemplari del DAK, quindi pur avendo più versioni e più schemi mimetici tra cui scegliere, le possibilità diminuivano.

La colorazione del carro è stata fatta interamente ad acrilici lifecolor: il colore di fondo è stato dato a spruzzo, sono partito da un sabbia (F.S. 30400) un po’ più scuro ma molto giallo, poi ho continuato con un lavaggio ad inchiostro marrone della Citadel su tutto il modello ed ho terminato con 2 mani di pennello asciutto: la prima con un sabbia chiaro (F.S. 33448) passata a sfumare su tutto il modello per stemperare il lavaggio precedente; la seconda con un beige molto chiaro, quasi bianco, passata solo sulle parti sporgenti. Poi sono passato ai cingoli in gomma, anch’essi dipinti con gli acrilici lifecolor, prima dando una base di nero, seguita da due mani di pennello asciutto, una con un color ruggine un po’ diluito e l’altra con l’argento solo sulle sporgenze.

Infine ho montato il treno di rotolamento e messo le decals, che sono state stemperate con del sabbia a pennello asciutto per sismulare l’usura e la polvere.

Per quanto riguarda l’ambientezione del diorama molto è stato preso dal kit Italeri del Panzer (le ruote, i pezzi di cingolo, il soldato armato di MP 40, il carrista in torretta, l’ufficiale accanto alla tenda e la tanica per l’acqua con la croce bianca) il resto invece è stato preso da kit di accessori Tamiya (i due bidoni della benzina, il secchiello sporco di cherosene, il secchiello appeso sul retro del carro armato, la tenda, la radio, la cassa di legno, il marconista e la tanica su cui è seduto).

La tenda è stata ricoperta interamente di stagnola dei Baci Perugina (Buoni!), per simulare meglio la rugosità della tela, poi dipinta in color kaki e man mano schiarita e sporcata con varie mani di pennello asciutto. I cavi che la tengono ancorata a terra sono stati fatti con del fil di ferro piegato, incollato e dipinto.

La cassa di legno dove è poggiata la radio è stata migliorata incollandoci sopra fascette di carta per simulare le assi di legno e poi debitamente dipinta. La radio invece è stata molto più elaborata: il kit di partenza forniva solo il parallelepipedo della radio e l’interfono in mano al marconista, quindi ho dovuto aggiungere l’antenna (fatta con del fil di ferro grosso), dopodiché ho fatto con del fil di ferro più sottile il cavo che collega l’antenna alla radio vera e propria.

Dopo ho fatto con dell’altro fil di ferro i cavi che collegano l’interfono e le cuffie (le quali erano stampate insieme al marconista) alla radio e ho dipinto il tutto. In conclusione ho dipinto i figurini e li ho montati sulla base insieme a tutto il resto. Spero di essere stato chiaro nell’esposizione, di non avervi annoiati e che il mio lavoro vi sia piaciuto.

 

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Buon modellismo a tutti, Raimondo Pietropaolo


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