Autoblinda Btg. "Fulmine"- X°M.A.S. - Torino ottobre 1944 da kit WIP3D Scala 1/35 cat. no. 35041

Blindo FulmineUna strana autoblinda comparve a Torino nell'ottobre 1944 nel corso di una cerimonia che vedeva protagoniste formazioni della X° M.A.S : era un mezzo del tutto artigianale che ora la WIP3D ha riprodotto anche in scala 1/35

Modello, foto e testo di Gabriele Luciani

 

Le forze armate della R.S.I.per tutto il tempo della loro breve esistenza, generalmente non ebbero a disposizione così tanti mezzi: all'inizio il primo imperativo fu quello di recuperare nei territori sottoposti, spesso solo nominalmente, al controllo della R.S.I., quanto più possibile di ciò che era sopravvissuto alle devastazioni dell'8.9.1943 e dei giorni successivi all'armistizio,  nonchè quanto era stato lasciato dalle coeve confische dei tedeschi. Nel corso del 1944 e del 1945 la asfittica produzione delle fabbriche del nord Italia era in gran parte destinata ai tedeschi che se pur abituati a ben diversi e più elevati standard industriali, pure per tenere impegnate le maestranze civili, fecero completare a volte alcune precedenti commesse , altre volte come nel caso dei trimotori S.82 che già avevano apprezzato in passato, ordinarono ulteriori produzioni.  Nel settore degli armamenti terrestri in particolare, l'attenzione teutonica si focalizzò sui semoventi su scafo M 42 e M43 con diversi esemplari (confiscati o di nuova produzione) di questi corazzati utilizzati al fronte italiano conto gli alleati; altri tipi di carri e semonveti ritenuti inadeguati al confronto con il nemico   vennero usati nei Balcani contro i titini o addirittura nei combattimenti contro gli insorti polacchi a Varsavia. I vari carri M e peggio ancora i carri L infatti erano considerati del tutto obsoleti e generalmente vennero lasciati a disposizione delle piccole formazioni italiane come il gr. sq. di cavalleria corazzata, il "san Giusto" e il gr. cor. "Leoncello" che faticosamente nel corso del 1944 si stavano formando nell'ambito dell'E.N.R nonchè del Gruppo corazzato M "Leonessa" della G.N.R. . Presso questi tre reparti, di cui era prevista organicamente la dotazione di mezzi corazzati, si trovarono inoltre ad operare anche alcune auto blinde (come la AS 37 "protetta" del San Giusto e le varie AS 43 e le AB41 del "Leonessa" ), pochi semoventi ed addirittura due P.40 (presso il Leoncello nell'aprile del 1945 a Milano). Ancora agli inizi del 1945 veniva dotati di diversi mezzi corazzati, per lo più Carri Veloci L3 di varie versioni il R.A.P. ma presso diversi reparti militari o para militari della R.SI. si procedeva anche a realizzare mezzi di circostanza , spesso in modo del tutto artigianale, saldando qualche piastra metallica a camion e/o autovetture: a volte queste blindature venivano effettuate presso gli stessi reparti , altre volte, quanto la formazione era di stanza in città dove c'erano delle officine un pò più grandi, lo si faceva presso queste ditte civili. La più famosa di queste trasformazioni è certo quella del Lancia 3Ro blindato dalla 36° B.N. "Natale Piacentini in quanto lo stesso goffo autocarro fu protagonista dei fatti di Dongo ma di tanti altri mezzi ruotati modificati dai reparti della R.S.I. si sa poco o nulla...

 Fulmine

E' il caso di una grossa autoblindata usata da uno dei reparti della X° M.A.S., il Btg. "Fulmine" e di cui se ne conoscono ad oggi solo due immagini (che già molto conosciute in passato sono state ripubblicate su Tank Master Speciale issue 04 "Italia 43-45 : I blindati di circostanza della Guerra Civile " a firma di Paolo Crippa, profili a colori di Ruggero Calò, Fidenza: Mattioli 1885 sr., 2014, ISBN 9788862614085) . Al momento su come e quando la stessa blindo venne realizzata si possono fare solo ipotesi: Paolo Crippa propende per una  blindatura effettuata dagli operai di uno degli stabilimenti FIAT di Torino (il Btg. Fulmine era stato infatti costituito nel marzo 1944 e fu impegnato in Piemonte e Val d'Aosta sino al dicembre 1944) usando delle piastre blindate, cedute ai Marò della X° dall'Arsenale della stessa città (il medesimo Arsenale fu coinvolto in altre analoghe modifiche su diversi mezzi in uso ai militari della R.S.I) , che vennero saldate forse su una camionetta AS43 o una Sahariana mod. 42. In occasione di una manifestazione militare tenutasi il 29.10.1944 sempre a Torino, questa autoblinda fu fotografata come detto almento due volte e sempre dal davanti: le immagini fanno vedere che si trattava di un mezzo molto alto, con una specie di fortino dove era stata posta almeno una mitragliatrice. Caratteristiche erano pure le griglie di raffredamento del motore che appunto rammentano molto quelle delle AS.43 del Gr. Cor. Leonessa. Dopo questa cerimonia il mezzo venne impiegato dal reparto che poi a fine 1944 fu trasferito dapprima in Veneto e poi in Friuli dove sembrerebbe che questa stessa autoblinda non trovò utilizzazione a causa della ostica natura del territorio del Carso. Di questa autoblinda se ne sono perse le tracce durante il corso del 1945 ma per lo meno le due immagini ad oggi note consentono di farsi una idea abbastanza chiara di gran parte del suo aspetto; della zona posteriore si possono fare delle ipotesi...Nel corso dei primi anni novanta, nell'ambito dell'I.P.M.S. Italy si erano formati alcuni gruppi di interesse speciale: uno di quelli cui ebbi modo di partecipare era quello dedicato ai mezzi italiani costruiti negli anni trenta e quaranta e ad un certo punto un altro appassionato realizzò un trittico in scala 1/72 della autoblinda del Btg. Fulmine che ho conservato gelosamente per anni fino a quando la WIP3D mi evidenziò alcuni mesi fa un interesse alla realizzazione di un modello di questo mezzo così particolare. Sulla base di questo trittico (invero molto ben fatto) e naturalmente anche sulle immegini più volte citate nonchè su un profilo a colori di Ruggero Calò pubblicato sulla monografia di Paolo Crippa, nel corso del 2021 la ditta modenese ha realizzato un pregevole kit . 

Fulmine

Come tutti i prodotti della WIP3D , si tratta sempre di un kit stampato in 3d ed in resina molto semplice da realizzare ma  al solito ribadisco l'avvetenza che quando si lavora con modelli realizzati in materiali particolari come in questo caso, vanno usati sempre un paio di guanti di lattice ed una mascherina sul viso, per la protezione rispettivamente della pelle e delle vie respiratorie; si deve sempre operare in ambienti ben ventilati quando si usano carte abrasive per lisciare le parti ed inoltre vanno seguite scrupolosamente le indicazioni fornite dai produttori di colla ciano acrilica che si dovrà usare nella costruzione di questo tipo di prodotti. Prima di procedere all'assemblaggio si devono liberare in questo caso poche  parti dai canalini di stampa 3d: con attenzione usando una tronchesina e rifilando poi punti di contatto con un buon coltellino da modellismo (il classico X-Acto che da decenni è l'attrezzo principe di ogni modellista) è una operazione che si risolve in tempi molto ridotti. 

Fulmine

Questa volta l'eliminazione dalle superfici esterne dei pezzi dei rilievi della stampa 3d l'ho effettuata con delicatezza delle carte abrasive di grana fine sulla superfice esterna dei pezzi componenti la carrozzeria della blindo: la qualità della stampa infatti era molto buona e non ho faticato molto a preparare i vari pezzi .

Fulmine

Addirittura le quattro grandi potezioni delle ruote non avevano nemmemo bisgono di essere rifinite ma erano già pronte per essere utilizzate. Comunque l'abrasione superficiale fa sì che si dà un maggiore appiglio alla vernice che riproduce quella della mimetica .

Fulmine

In tutto il kit è composto da poco meno di una ventina di pezzi con un grosso pezzo che raffigura il corpo centrale ed il confano della blindo; anche se l'interno di questo grosso pezzo è vuoto, una ricostruzione degli interni sarebbe veramente del tutto teorica, non sapendo infatti su quale base nella realà fu costruito questo mezzo...Ho quindi preferito assemblare in posizione chiusa tutti vari sportelli ma una alternativa protrebbe essere quella di inserire nelle aperture superiori dei figurini di marò...

 Fulmine

Molto interssanti le ruote che sono le stesse del kit della SPA Viberti AS-43 Autoblinda della stessa WIP3D : il battistrada mi è sembrato un pò evidente e nelle zone che sarebbero rimaste visibili a costruzione ultimata, ho dato dei colpi di lima per attenuare questi rilievi. La configurazione del cerchione è quella tipica dei vari mezzi prodotti all'epoca dalla SPA Viberti (come le varie AB ) .

Fulmine

Poco da dire sulla costruzione del kit che anche come da scatola alla fine è molto soddisfacente: poco stucco per raccordare al meglio l'unione al pezzo centrale dei quattro che riproduzono le blindature delle ruote, lo stesso per il pezzo che raffigura la struttura sovrastante su quello che doveva essere il vano per il trasporto del personale. Vista la configurazione del kit, le ruote vanno assemblate prima della colorazione e delle loro blindature: per fortuna rimarranno scarsamente visibili alla fine. Vanno un poco rifinite le canne delle tre armi; alcune maniglie poi ho preferito riprodurle cone del filo di rame.

 Fulmine

In poco tempo si passa così alla colorazione degli esterni della blindo (tutte le fasi che descriverò successivamente le ho svolte con aerografi) che è con ogni probabilità la stessa di altri mezzi italiani del periodo, ovvero un fondo giallo sabbia con (in questo caso) grandi chiazze di almeno due colori , un verde medio ed un bruno rossiccio. Data una prima mano di grigio chiaro a smalto della Testors sempre per evidenziare qualche eventuale difetto della resina e rimanenze di rilievi della stampa 3d (e senza averne trovati nessuno dei due...) in alcuni punti del modello ho dato del nero opaco insistendo per lo più suigli interstizi delle blindature delle ruote e sulle griglie anteriore.

Fulmine

Per i colori della mimetica ho usato smalti Humbrol: 103 per il giallo sabbia dato con un aerografo a singola azione, 149 per il verde e 107 per il marrone rossiccio (uso questa tinta avendo un reperto dell'epoca in questa tonalità) entrambi dati con un aerografo a doppia azione. Sul mezzo in questione non si vedono insegne di nazionalità e/o di reparto, tanto meno è plausibile pensare, vista la sua natura ,   ad una sua eventuiale  immatricolazione regolare con una targa...

Fulmine

Le varie tinte comunque le ho passate in modo sempre sfumato al fine di dare un effetto di invecchiamento che ho poi accentuato con dei passaggi di grigio chiaro sulle parti più vicine al terreno, nonchè delle spolverate con terre di colorificio di colore nero .

Fulmine

Ho cercato di dare un maggiore invecchiamento alle parti basse del mezzo cercando di sfumare progressivamente verso l'alto le spolverate di terra di colorificio esentando quasi del tutte le parti più alte.

Fulmine

Qualche spigolo l'ho lumeggiato in alluminio e con la tecnica del pennello secco; le ruote al solito le avevo dipinte con un grigio scuro , passando poi del grigio chiaro sul battistrada e in prossimità del cerchione sempre per riprodurne l'usura.

Fulmine

Le parti vetrate dei tre fanali ho preferito lasciarle come nel kit e le ho dipinte con un bel silver a smalto, alla fine il risultato non è affatto male, così come quello in generale di questo modello che ho poi fotografato con gli sfondi in cartocino della Noy's Miniatures con i quali mi sembra proprio di essere riuscito anche a rammentare la cupa atmosfera di quei giorni dell'ottobre 1944 anche se il buffo aspetto di questa blindo rammenta più una sorta di batmobile spece se vista dal davanti...

Gabriele Luciani

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