Douglas A-1J Skyraider – Tamiya 1/48

Il nostro Marco Rondinelli questa volta ci delizia con uno splendido Skyraider dell'aviazione americana realizzato dall'ottimo kit tamiya in scala 1/48 come sempre con maestria e cura del dettaglio. Scopriamolo assieme rituffandoci nelle cupe atmosfere di Da Nang.

Modello, testo e foto di Marco Rondinelli

Lo Skyraider venne progettato durante la seconda Guerra mondiale come aereo d’attacco da essere imbarcato su portaerei, con un potente motore radiale e una classica configurazione monoplana ad ala bassa, insieme ad un elevato carico bellico e corazzature, conservando una eccellente manovrabilità a bassa velocità.

Chiamato in gergo Spad, fu uno degli ultimi aerei ad elica ad essere utilizzato in ruoli d’attacco, dimostrando tutta la sua versatilità nella guerra di Corea e soprattutto in quella del Vietnam, dove fu intensamente utilizzato in appoggio alle truppe terrestri sia dall’USAF che dall’US Navy.

Il kit Tamiya è noto, come del resto per molti altri kit di questa marca, per la sua elevata qualità; il montaggio principale, infatti, è abbastanza scorrevole e non presenta difficoltà particolari.

Il cockpit è abbastanza dettagliato; ho comunque riprodotto dietro il sedile, sulla fusoliera, una tipica copertura utilizzando foglio di alluminio, che è assente nel kit, ma abbastanza visibile sul velivolo reale. Ho proceduto con la costruzione montando quasi tutte le componenti principali, prima di procedere con il primer.

Per quest’ultimo ho utilizzato un nero, dato che ultimamente sto sperimentando la tecnica del black primer per le possibilità che offre nella creazione di luci e ombre e un weathering piuttosto realistico. Per modelli con mimetica è forse leggermente più complicata da sfruttare rispetto a quelli monocromatici, ma con un po' di pratica si ottengono ottimi risultati in egual misura.

Credo che comunque non esista una tecnica universalmente perfetta, molto dipende dal tipo di modello e anche da fattori soggettivi; inoltre è sempre bello sperimentare e imparare cose nuove.

Una volta verniciato l’intero modello con il nero, ho dipinto prima le superfici inferiori e poi quelle superiori, procedendo dal colore più chiaro a quello più scuro della classica mimetica SEA (Sotto grigio 36622, sopra tan 30219, verde 34102, verde 34079). A tal scopo ho utilizzato il set dedicato di colori Hataka, serie lacquer.

Una volta terminata la verniciatura ho montato i carrelli, a cui ho aggiunto dei cavi, e altri pezzi, per poi lucidare l’intero modello e procedere con la posa delle decals.

Ho trattato queste provando il Decal Set e Fix della Ammo Mig. Bisogna utilizzare prima il Set e poi il Fix; ottimi prodotti, ma raccomando di passare il Fix con molta pazienza solo sulla decal senza strabordare, cosa che potrebbe creare spiacevoli sorprese sulla vernice, nonostante il lucido protettivo.

Successivamente ho effettuato il weathering su tutto il modello, utilizzando lavaggi della AK e realizzando anche i tipici fumi di scarico con l’aerografo, oltre alle colature di olio sul serbatoio ventrale e in altri punti; con una spugnetta appena sporca di vernice ho anche cercato di riprodurre le tipiche scrostature che si creano con l’usura in certi punti, magari maggiormente maneggiati o calpestati.

Terminata questa fase ho montato gli ultimi pezzi, in particolar modo l’armamento, dove ho cercato di effettuare una verniciatura e un weathering per renderlo il più realistico possibile.

Dopodiché ho passato la vernice opaca su tutto il modello, montato cavi antenna e infine il canopy.

Buon Modellismo

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