Martin B 57G Night Hawk da kit Italeri scala 1/72

Soggetto inusuale ma di grande appeal, non tutti conoscono l'importanza di questi particolari Canberra costruiti negli Stati Uniti. Scopriamoli insieme come sempre a modo nostro attraverso la realizzazione del modello in scala 1/72.

Modello, Testo e Foto di Silvio Pietropaolo. Si ringrazia Italeri per aver messo a disposizione il kit oggetto dell'articolo.

Il Martin B 57 fu l'aeroplano a cui venne affidata dopo la seconda guerra mondiale la pesante eredità lasciata dal B 26. L'USAF dopo la guerra aveva necessità di sostituire i suoi bombardieri di teatro magari implementando le nuove tecnologie che i tedeschi avevavo infruttuosamente tentato di mettere a punto durante la guerra, tra cui l'importante innovazione del motore a reazione che avevano provato a sperimentare con scarsa affidabilità su Me 626 ed Arado. Al concorso parteciparono cinque concorrenti tra cui l'inglese English Electric Camberra e tra i competitors americani anche il North American B 45 Tornado. Il Canberra ebbe la meglio e fu scelto dall'USAF. La costruzione fu affidata alla Martin che cominciò la produzione del B 57 A monoposto mutuato dal Canberra MK 2. Date le particolari esigenze operative, subito si comprese che, pur essendo il Canberra una buona piattaforma stabile e performante, per poter operare come bombardiere tattico aveva necessità di un secondo membro di equipaggio. La Martin riprogettò la parte anteriore della fusoliera inserendo un abitacolo biposto in tandem che diede anche al velivolo il suo particolare assetto picchiato a terra. Utilizzato nel conflitto coreano il B 57 opererà poi in Viet Nam dove la particolare resistenza ed arguzia messa in atto dai viet cong farà richiedere all'USAF una nuova specifica operativa. Era infatti necessaria maggiore efficienza sulla precisione del bombardamento con capacità ognitempo e notturna con implementazione all'utilizzo delle nuove (per l'epoca) bombe guidate a tracciamento laser e Tv anche in condizione di visione notturna.

Da queste richieste la Martin realizza la versione B 57G implementando il sistema avionico messo a punto nei programmi Tropic Moon II e III ospitato in parte nel nuovo radome e soprattutto nello zainetto posto sotto al muso del velivolo doe erano ospitati i sensori optronici TV e Laser per la guida delle nuove GBU Paveway. Siamo agli albori della tecnologia delle bombe inteligenti o guidate ed il B 57G è il primo velivolo a portarle in volo a fine anni sessanta.

Il n° 174 sulla scatola del kit Italeri, ci fa comprendere che quella uscita alcuni anni fa è la riedizione di un kit uscito precedentemente come chiaramente indicato nel nostro articolo di presentazione. Il modello è basico con pannellature a rilievo, dettagli al minimo sindacale. Uno di quei modelli che tanti non monterebbero neanche ma che noi accogliamo sempre piacevolmente dato il soggetto poco noto e poco conosciuto. Il Canberra come velivolo non mi ha mai entusiasmato se non fosse per il suo assetto molto basso sul suolo. Ebbi modo di vederne uno della Royal Air Force a Brindisi durante la guerra del Kosovo in colorazione "crema e caffellatte", dissi dal vivo non è poi tanto male. Il B 57G ha sempre attirato il mio interesse per quella posizione come di "rapace che si fionda in picchiata sulla preda" che assume anche se si trova fermo al suolo in parcheggio.

Una foto, tra le poche a colori rintracciate sul web, mi ha dato dei sicuri riferimenti su matricola e reparto. Per cui mettendo insieme le matricole dei due velivoli dipsonibili dalle decals mi sono fatto un personale 530877 del 442th CCTS 1st  anche perchè questo esemplare aveva Fiscal Year e matricola in bianco come proposto dalle decals mentre in tutte le altre foto vedevo il FY in nero. Il particolare esemplare ha chiaramente il tettuccio sostituito con quello di un altro velivolo come evidente dalla mimetica discontinua.

Come documentazione disponibile si trova ben poco, del resto pochi velivoli furono modificati a questo standard, Pur avendo la monografia #77 In Action della Squadron Signal, la parte dedicata al B 57G è di sole due pagine con sole 9 foto in bianco e nero ed un disegno esplicativo. Le istruzioni dell'Italeri per altro non ci aiutano dato che forniscono un profilo e la vista superiore per cui informazioni sulla mimetica assolutamente insufficienti. 

Fortunatamente ho trovato questa foto a colori della mimetica S.E.A. di un B 57 standard dall'alto, in modo da comprendere la successione colori e andamento di massima delle macchie che comunque variavano da velivolo a velivolo per cui alcune le ho riviste confrontando altre foto in bianco e nero.

La costruzione del modello questa volta inizia dalla reincisione delle pannellature. So che molti si paventeranno ma: primo, non è un obbligo. secondo non è complicato dato che le linee sono poche. Per cui armato di incisore (io ho il tamiya ma ci stanno anche altre marche) e sopratutto di una punta di compasso montata su un manico di taglierino, con l'ausilio di delle dime fotoincise techstar il lavoro si risolve in un paio di pomeriggi. Per altro usando come riferimento le linee a rilievo esistenti il lavoro viene facilitato. Una volta inciso si possono appianare le line in rilevo e con una passata di colla tamiya tappo verde o lime pulire i solchi.

Eventuali errori possono essere corretti con un pochino di liquid primer Kcolors (in nero nella foto) o Tamiya  ma in molti usano anche il correttore o bianchetto.

A questo punto è necessario dipingere alcuni dettagli interni che andranno inseriti all'interno della fusoliera o nel montaggio delle ali tra cui le ventole del primo stato dei turboreattori e l'abitacolo.

Con qualche piccola aggiunta, l'abitacolino prende vita, vero che i dettagli sono al minimo ma quello che c'è non è errato per cui vediamo cosa ne viene fuori.

Quindi mano ai pennelli (rigorosamenti cinesi) e dipingiamo questo abitacolo.

Ormai da tempo o deciso di fare tutti i miei kits in scala 1/48 con canopy aperto e tutti i miei kits in scala 1/72 con canopy chiuso e quello che si vedrà è poco.

Una volta chiuse le fusoliere nella zona abitacolo vengono aggiunti due piccoli strumenti sopra le palpebre ed il collimatore. Il modello va piombato più di quanto indicato ed il piu possibile vicino al nose, spostare il peso di qualche centmetro indietro, tipo sotto la vasca abitacolo o vano carrello e vi troverete col modello irrimediabilmente seduto magari a fine montaggio.

Prima di montare il caratteristico radome con sottostante pod flir-lltv lo stesso necessita di un pò di aggiustamenti nelle forme, cosa che faremo con qualche colpo di lima.

Il montaggio di ali e piani di coda fila via liscio come l'olio e senza necessità di stuccare. Anche la giunzione di fusoliera, se ben incollata con colla Tamiya tappo lime, si risolve con una energica lisciata col bisturi e successiva seppiatura con carta abrasiva.

Avendo deciso di non lasciare la stiva bombe rotante aperta, anche nel coperchio è stato aggiunto del peso.

Con qualche piccola aggiunta quali: alcuni strumenti sulle palpebre, il collimatore e le manigle di espulsione ai seggiolini, ed una buona pitturazione, l'abitacolo divente più che credibile visto da attraverso il canopy.

Quindi, dopo una prova a secco, si passa alla mascheratura delle vetrature ed ed al montaggio dei trasparenti.

concluse tutte le operazioni preliminari si può iniziare a dipingere il modello partendo dai pozzetti carrelli, interno flaps ed interno portelli carrelli ed aerofreni utilizzando il Giallo primer cromato di zinco di Lifecolor.

montati a secco in posizione con un pò di patafix aerofreni e portelli carrelli a mò di mascheratura, possiamo procedere con la pitturazione del velivolo, dando del grigio 36231 sui frames del tettuccio per fare in modo che risultino colorati come grigi per trasparenza dal lato interno.

Cominciare da un buon primer è metà del lavoro già fatto, ho utilizzato un vecchio flacone di primer grigio scuro Kcolors all'acqua con il risultato di finitura che potete vedere, al tempo stesso ho già una buona base per pitturare con la tecnica del black basing, anzi quasi black basing, diciamo dark gray basing. La mimetica comincia dalle superfici inferiori, in questo caso in nero.

Il nero assoluto non esiste sugli aerei per cui creare un nero convincente è sempre una sfida. Partendo dalla base grigio scura del primer ho scarabocchiato l'interno pannelli con del bianco ridotto Kcolors ulteriormente ridotto con color blender. Una volta effettuata questa stonalizzazione di fondo ho rinforzato le ombre sulle pannellature ripassandole con del Nero Grafite Kcolors e ripassando i radomes ed il pod FLIR-LLTV. A questo punto ho velato con nero ridotto Kcolors ulteriormente ridotto con color blender in maniera generale su tutte le superfici inferiori fino ad ottenere la copertura voluta.

In questo modo ho ottenuto una tridimensionalità piuttosto spinta sul nero e senza necessità di usare successivi lavaggi dato che le incisioni risultano essere chiaramente visibili ed evidenziate. Va da se che la tecnica ed i prodotti utilizzati per realizzare il modello sono indicativi ma nel mio caso indico quelli che effettivamente sono stati utilizzati a realizzare il modello. Ogni modellista esperto, compresa la tecnica sarà sicuramente in grado di ottenere effetti simili o migliori anche usando altri colori. Ricordare che è sempre la mano del modellista ad operare e certi risultati non si ottengono usando per forza un determinato prodotto ma possono essere ottenuti anche in altro modo e con prodotti differenti. Archiviate le superfici inferiori, passiamo alla stesura della mimetica SEA a tre toni per le superfici superiori.

Sicuramente questa è la parte più divertente e di soddisfazione del lavoro, almeno per come posso intenderla io dato che la mia atavica refrattarietà ad operare lunghe e complesse mascherature, fin dall'inizio dell'uso dell'aerografo, mi ha spinto a tentare il disegno e la stesura delle mimetiche rigorosamente a mano libera e senza mascherare. Inutile dire che la sfida è sempre stata quella di ottenere sfumature il più possibile ridotte e quindi credibili sotto l'aspetto della riduzione in scala. Ho fatto altri aerei con mimetica SEA in scala 1/72 usando sempre lo stesso aerografo e diverse marche di colori. Con i vecchi e sempre ottimi smalti sintetici Humbroll authentic realizzai i miei F 111, prima un E di Hupper Heyford da kit Airfix in cui sperimentai la tecnica e poi uno dei primi A operativi in Viet Nam da kit Italeri ottenendo una gia buona sfumatura con spessore intorno ai 4 decimi di mm. Il successivo passaggio ai colori acrilici all'acqua Kcolors, mi permise di ottenere risultati ancora più spinti e migliori effetti di chiaroscuro con sfumature misurabili in 2 decimi di MM al calibro sul mio Corsair II. Sicuramente ora Vi chiederete: "Ma Silvio avrà sicuramente un aerogafo tripla azione harder & badger iwata III evo pro infinity, signature edition super limited con cofanetto di legno di rosa di segovia, 8 duse intercambiabili ed autocentranti ed O-ring viscoceramici messi a punto dalla NASA pagato 450 euro in superofferta nello shop online del belucistan?" NO! il mio aerografo, con cui ho disegnato e steso tutte le mie mimetiche da quando uso l'aerografo, è un Fengda BD 135 da 0,25 pagato il primo 19 euro spedito e reperibile a poco più 20 euro praticamente dappertutto. Per cui amici ottenere buoni risultati nel modellismo non dipende da quanto è gonfio il nostro portafoglio ma dall'impegno profuso nel realizzare il modello, per questo non finirò mai di ripetere a tutti di imparare a fare modellismo montando la cara vecchia bustina airfix o il vecchio kit esci o il vecchio monogram preoccupandoci prima di tutto di mettere insieme il modello facendone uscire un modellino carino, solo allora potremo passare sui vari tamigawa o hobbymura o zokeinetic magari farcendoli di inutili e costose resine (poi sono gia buoni, perche buttare soldi in resine? Mah!)

Torniamo a noi, la tecnica è semplice, l'aerografo è Fengda, i colori sono Kcolors (non ripeterò più la marca) all'acqua FS 30219, 34102 e 34079 leggermene virati gli ultimi due come da foto a seguire, non diluiti, pressione ad orecchio.

La mimetica viene dipinta una macchia alla volta tracciandola prima a matita e poi dipengendo la macchia a mano libera. Si parte dal Tan 30219, poi verde 34102 e poi il piu scuro verde 34079 lavoro che puo prendere uno o due pomeriggi la vedere l'aereo che si veste è una soddisfazione che non ha prezzo.

Finita la stesura dei colori base si passa alla desaturazione degli stessi utilizzando le stesse tinte schiarite con del bianco al 10 o 20 % ed oltre il 60% di Color Blender (resina acrilica senza pigmento) e qualche goccia di reducer (diluente) in questo modo si ottendo dei filtri schiarenti per ognuno dei colori della mimetica con cui desaturare le parti interne dei pannelli, tono su tono.

Finita la fase della stesura della mimetica inclusi alcuni ripensamenti, correzioni e ritocchi, diamo sul nostro B 57 Una bella mano di trasparente lucido per proteggere la mimetica dalle manipolazioni (da fare sempre con i guanti in lattice e non per il covid) e per preparare il modello ai lavaggi ed alla posa delle decals. Ho usato l'AK Gauzy che pur non essendo perfetto non causa grossi danni alla finitura e resite bene alle lavorazioni.

Nel frattempo ci dedichiamo a preparare qualche dettaglio per il sucessivo montaggio quali ruote e carrelli. Per il cerchione ho usato l'acciaio della Citadel dato a pennello mentre per lo pneumatico Nero kcolors dato a pennello.

Sulla Mimetica SEA il lavaggio è molto importante, in partenza ho voluto provare a dare il lavaggio dark green dal set Italeri wash. Poi ho realizzato che poteva andare bene sul 34102 ma meno bene sul 34079 perchè il lavaggio era più chiaro del colore. Allora ho deciso per il Dark Brown wash Italeri su tutti e tre i colori della mimetica conferendo la giusta patina a questa mimetica. I lavaggi italeri sono all'acqua e l'eccesso si rimuove facilmente con uno scottex leggermente inumidito con l'acqua per altro attecchiscono abbastanza bene anche in incisioni semi ostruite dal trasparente.

Completato ed asportato il lavaggio in eccesso ho dato una lisciata con una tela smerigiante grana tremila e poi ho dato una ulteriore passata di lucido AK Gauzy per proteggere il lavaggio e posare le poche decals. Basandomi sulle due versioni disponibili dal foglietto in dotazione, con un pò di taglia e cuci ho ricavato l'esemplare con lettere FS e matricola 53-877 anche perchè dalla foto ad inizio articolo si evince che questo esemplare aveva il FY 53 dipinto in bianco.

Montati i carrelli ho avuto una imprevista sorpresa; malgrado il modello fosse stato piombato ed il peso di bilanciamento calcolato, l'impossibilità di montarlo sul muso e la necessità di spostarlo un paio di centimetri indietro ha fatto si che il modello risultasse sbilanciato e quindi si sedesse sulla coda. Vi assicuro che non è una cosa piacevole a modello praticamente quasi in dirittura d'arrivo.

 

Non avendo ancora montato le tip alari, la prima cosa fattibile per risolvere l'inconveniente è forare le tip nel punto che sarà nascosto sotto l'ala e piombarle per la metà anteriore sperando che sia sufficiente. Per cui, praticato il foro, ho inserito dei pallini di piombo e li ho bloccati con la colla vinavil.

Purtoppo, data l'esiga distanza tra piombi aggiunti e carrello centrale questa prima correzione non è stata sufficiente, ho quindi dovuto passare a maniere più convincenti e purtroppo anche più invasive.

Ho staccato nuovamente il carrello anteriore e nel punto di fissaggio della gamba carrello, ho praticato un foro ed ho iniettato vinavil e pallini di piombo di piccolo calibro. Sfruttando il foro ho rimontato la gamba carrello anteriore facendola rientrare un pochino nel foro anche per ricreare il particolare assetto picchiato che questo velivolo assume anche fermo a terra. Finalmente il modello sta sulle sue ruote ma qualche altro pallino nel nasone ce lo ficco per sicurezza in modo da non avere sorprese nel montare aerofreni e GBU Paveway.


Tolte le mascherature ho ritoccato qualche sbavatura sul canopy, e l'ho incollato controllando che l'interno fosse sufficientemente visibile.

Caratteristica di questo velivolo era la dotazione di bombe Paveway a guida laser, anche se non molto diverse da quelle del kit ho optato per usare quelle dal set Hasegawa X 72-2 dedicato alle bombe guidate e prelevando le 4 GBU 12 presenti.

Prima di smascherare ho provveduto a dare il trasparente finale di finitura XW 1 Superopaco di Kcolors. Trasparente zero riflesso che non ammazza la cromaticità dei colori sottostanti e non sbianca.

A questo punto il modello è veramente in finale, montiamo il caratteristico lungo pitot sul muso e le lucine ed il nostro B 57G sembra veramente finito? No! Manca l'antenna a filo che parte dal lato abitacolo ed arriva sulla deriva e dare un senso alla vetratura del pod optronico.

Con un particolare Perla Viola Kcolors su base nera ed una velata di Cromo 62 ho riprodotto la caratteristica schermatura violacea del vetro ottico che copre i sensori del pod, il tutto reso lucido con il Gauzy.

Fatto quest'ultimo lavoro il modello è davvero finito, almeno fin dove mi son voluto spingere io con un montaggio da scatola e qualche piccola, ma proprio piccola aggiunta.

 

Il modello ha un grande fascino e realizzato secondo la nostra filosofia che ci porta sempre a costruire kit un pò datati, basici magari in positivo, a rilievo, ma che con un pò di cura ci offrono sensazioni ed il tutto risultapiacevole. Modellino da pochi euro, costruito senza fotoincisioni, senza resine, al massimo un pò di filo di rame.

C'habbiamo provato a metterlo nella versione 1/72 del nostro solito Hagar della Noy's Miniatures ma questo B 57G è grosso e nell'hangar proprio non ci stà.

Quindi ve lo presentiamo nature poggiato su una basetta in multistrato perchè a noi piace far vedere il nostro modellino di aeroplano sperando che sia quello a piacerVi e non tutto il corollario che ci sta attorno.

Buon Modellismo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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