U-boot VII/C da kit Revell in scala 1:144

Francesco Griffo è un socio della nostra Associazione che si dedica al modellismo navale in legno. Il recarsi in sede a modellare insieme agli altri modellisti automaticamente provoca contaminazioni per cui legno e plastica si fondono in nuove esperienze. Quindi per la serie "chi va con lo zoppo impara a zoppicare" il nostro Francesco ha aperto una scatola delle nostre e si è messo ad incollare pezzi di plastica.Vediamo nel suo racconto come è andata.

Modello, testo e foto di Francesco Griffo

Salve a tutti gli amici modellisti e non

Questo articolo è dedicato sulla mia prima “piccola” esperienza di costruzione di un modello navale in plastica; dico prima, perchè essendo un modellista navale antico preferisco il legno ma non sdegno assolutamente e non mi tiro mai indietro quando c’è da imparare tecniche di costruzione e pitturazione nuove (e magari da applicare su uno dei miei modelli in legno, perché no?!).

Un “Tizio” qualche secolo fa diceva davanti a un gruppo di sapientoni: “so di non sapere” e con tale insegnamento mi rivolgo a Voi.

Ho iniziato a costruirlo insieme al carissimo amico Silvio Pietropaolo, nonché Ns presidente, che ringrazio vivamente per i consigli e la grossissima mano datami durante questo percorso di nuova costruzione per me.

Per chi non lo conoscesse, il modello è l’U-Boot più costruito nella WW2 lato tedesco con 577 unità costruite a fine guerra. Il modello 41, in particolare, presentava uno spessore maggiore a livello dello scafo in pressione, affinché potesse scendere a profondità superiori; inoltre un nuovo disegno della prua migliorava la tenuta del mare.

Aveva una lunghezza di 67 metri e largo 6, navigava grazie a 2 motori diesel e 2 motori elettrici con una velocità in immersione di 7,6 nodi e in emersione di 18 nodi circa. Come tutti i sommergibili, anche il 41 aveva un’autonomia di solo 8500 miglia marine e 80 mn in immersione.

Questo U-boot a differenza dei suoi fratelli aveva un armamento leggermente diverso: 2 coppie di mitragliatrici antiaeree FlaK da 20mm, 1 cannone singolo antinave da 3,7 cm a canna singola e 5 tubi lanciasiluri (4 a prua e 1 a poppa).

Passiamo alle cose formali, il kit è un U-boot VII/C della Revell in 1:144 dalla lunghezza di 43cm versione atlantica, ovvero senza la “pancia” di babordo aperta come uno dei classici kit del VII/C

Appena aperta la scatola troviamo tutti i pezzi ben stampati con le pannellature in rilievo, e con grande mia sorpresa, molti particolari che per un kit in 1:144 non ci si aspetterebbe.

Il montaggio parte dallo scafo che è ben allineato tra le varie parti e subito si inizia con il montaggio delle eliche e timoni.

Successivamente si è passato al ponte…

…e alla torretta con i relativi periscopi e faro.

Si prosegue con il radar, antenne, varie ringhiere, scalette e infine il portabandiera.

Giunto a questo punto del montaggio arriva il peggio (per me), in un bel pomeriggio primaverile mentre mi avviavo in associazione per continuare il lavoro fino ad allora fatto, il vento mi fa letteralmente volare dalle mani il polistirolo su cui trasportavo il modello, facendolo cadere rovinosamente a terra vicino (per mia sfortuna ulteriore) ad una aiuola.

Risultato: mezza torretta distrutta, molte antenne andate perse, portabandiera rotto, timoni staccati, eliche perse in seguito ritrovate con l’aiuto di qualche passate che dispiaciuto si è messo a cercare i pezzi insieme a me.

Con molta, ma molta pazienza e con l’aiuto di Silvio, ho ricostruito il tutto con ottimi risultati

Dopo il montaggio siamo passati alla colorazione: per l’opera viva abbiamo utilizzato un colore humbrol 126 satin e in seguito per l’opera morta humbrol 147 matt light grey.

Colorate di nero le varie casse di galleggiamento (ma dalla prossima volta le foro direttamente) e “sporcato” il ponte con un lavaggio nero della citadel ho ripassato a pennello asciutto con grigio chiaro le parti in rilievo su tutto il modello.

Da questa immagine si può vedere il lavoro di ruggine fatto per ogni cassa che simula un invecchiamento della nave dovuto alle intemperie e alla salsedine AL DI FUORI dall’acqua o meglio dimenticato in un bacino di carenaggio.

Per questi effetti ho utilizzato i pigmenti “weathering” della Tamiya nei vari set.

Infine dopo aver costruito velocemente il bacino di carenaggio questo è il risultato finale del mio primo modello in plastica.

Buon Modellismo.

Print